Tassa di successione: ecco le franchigie aggiornate e come risparmiare

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Tassa di successione: ecco le franchigie aggiornate e come risparmiare

Luca Morandi27 Marzo 20264 min lettura
Tassa di successione: ecco le franchigie aggiornate e come risparmiare

La tassa di successione in Italia può sembrare complessa, ma conoscere le franchigie aggiornate e i metodi per risparmiare è fondamentale per chi si trova a dover gestire un’eredità. Se hai perso una persona cara e ti ritrovi a dover affrontare il tema dell’eredità, capire come funziona il sistema fiscale ti aiuta a pianificare e a evitare sorprese sgradite.

Quali sono le franchigie aggiornate per la tassa di successione nel 2023?

Le franchigie della tassa di successione rappresentano la soglia entro cui non si paga alcuna imposta di successione. Nel 2023, gli importi sono rimasti invariati rispetto agli anni precedenti e variano in base al grado di parentela:

  • Coniuge e figli: 1.000.000 euro ciascuno. Sotto questa cifra, non si paga nulla.
  • Fratelli e sorelle: 100.000 euro per ciascuno.
  • Altri parenti fino al quarto grado e affini: nessuna franchigia, si paga dalla prima euro ereditata.
  • Portatori di handicap grave: 1.500.000 euro.

Superata la franchigia, l’imposta si applica solo sulla parte eccedente. Questo significa che se erediti beni per un valore di 900.000 euro come figlio, non dovrai nulla; se invece ricevi 1.200.000 euro, la tassa si applica su 200.000 euro.

Come calcolare la tassa di successione in base ai beni ereditati?

Il calcolo della tassa di successione dipende sia dal valore dei beni sia dal rapporto di parentela. L’imposta si calcola sulla base imponibile, ovvero il valore complessivo dei beni ereditati al netto di eventuali passività e della franchigia spettante.

Le aliquote attuali sono:

  • 4% per coniuge e parenti in linea retta (figli e genitori).
  • 6% per fratelli, sorelle e parenti fino al quarto grado.
  • 8% per tutti gli altri beneficiari.

Supponiamo tu sia figlio e riceva un’eredità di 1.200.000 euro. Tolta la franchigia di 1.000.000 euro, restano 200.000 euro tassabili. L’imposta sarà il 4% di 200.000 euro, cioè 8.000 euro.

Quali sono le esenzioni disponibili per la tassa di successione?

Alcuni beni sono esclusi dall’imposta di successione, indipendentemente dal valore ereditato. Rientrano tra le principali esenzioni:

  • Titoli di Stato italiani e assimilati (BOT, BTP, CCT, ecc.).
  • Polizze vita riscattate dagli eredi.
  • Quote di aziende o rami d’azienda, a patto che vengano mantenute per almeno 5 anni e che si rispettino i requisiti previsti dalla legge.

Inoltre, in presenza di portatori di handicap grave, la franchigia aumenta a 1.500.000 euro, consentendo di beneficiare di una protezione fiscale maggiore.

Come risparmiare sulla tassa di successione: strategie e consigli pratici

Esistono diverse strategie per ridurre il carico fiscale dell’imposta di successione. Una delle più utilizzate è la donazione in vita: trasferire parte del patrimonio prima della morte permette di sfruttare le stesse franchigie e aliquote previste dalla successione, ma in modo dilazionato nel tempo.

Un altro metodo consiste nell’intestare ai futuri eredi beni che godono di agevolazioni fiscali o di esenzioni, come titoli di Stato o polizze vita. Per patrimoni aziendali, valutare il passaggio generazionale tramite il patto di famiglia può consentire il trasferimento dell’impresa senza imposta, a patto di rispettare specifiche condizioni.

Attenzione anche alla corretta valutazione dei beni immobili: per il calcolo dell’imposta, si può utilizzare la rendita catastale rivalutata e non il valore di mercato, spesso più elevato.

Quali documenti servono per presentare la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. La documentazione richiesta varia a seconda dei casi, ma generalmente comprende:

  • Certificato di morte del de cuius.
  • Stato di famiglia del defunto e degli eredi.
  • Atto notorio o dichiarazione sostitutiva di atto notorio sugli eredi e i rapporti di parentela.
  • Documentazione relativa ai beni (atti di proprietà, visure catastali, estratti conti bancari, titoli posseduti, ecc.).
  • Eventuali passività a carico dell’eredità (mutui, debiti, spese funebri documentate fino a 1.032,91 euro deducibili).

La dichiarazione si può presentare online tramite il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate oppure tramite un intermediario abilitato come notai o commercialisti.

Conclusione

Affrontare i diritti di successione può sembrare un percorso ad ostacoli, ma conoscere le franchigie, le aliquote e le possibili agevolazioni fiscali ti permette di gestire l’eredità con maggiore serenità. Pianificare per tempo, utilizzare strumenti legali e raccogliere la documentazione necessaria sono passi chiave per non farsi cogliere impreparati.

Luca Morandi

Consulente Finanziario Indipendente, Educatore Finanziario

Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari). Da oltre 10 anni aiuta famiglie e risparmiatori a pianificare i propri investimenti in modo consapevole, senza conflitti di interesse. Tiene corsi di educazione finanziaria nelle scuole superiori e collabora con associazioni di consumatori.

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