Cerca subito queste vecchie marche da bollo: ecco quanto possono valere

La filatelia, la collezione di francobolli, è un hobby appassionante che unisce l’interesse per la storia, la geografia, l’arte e la cultura. I francobolli, oltre al loro valore intrinseco come mezzi postali, rappresentano preziose testimonianze di epoche passate, raccontando storie, eventi e personaggi che hanno segnato il corso del tempo.

Le origini della filatelia

La prima forma di collezione di francobolli risale al 1840, con l’emissione del Penny Black, il primo francobollo adesivo al mondo, da parte del Regno Unito. Da quel momento, la passione per i francobolli si diffuse rapidamente in tutto il mondo, dando vita a club filatelici, riviste specializzate e aste internazionali.

Perché collezionare francobolli?

I motivi per collezionare francobolli sono tanti e diversi. Innanzitutto, i francobolli raccontano una storia di paesi, culture e periodi storici. Collezionandoli, si può intraprendere un viaggio attraverso il tempo e scoprire eventi, personaggi e luoghi di diverse epoche. E storia fa rima con arte, tanto che i francobolli sono spesso piccole opere d’arte, con disegni, incisioni e illustrazioni di grande valore artistico.

La filatelia è una sfida continua, alla ricerca di francobolli rari, preziosi o con caratteristiche particolari. Completare una collezione o trovare un francobollo desiderato può dare grande soddisfazione e divertimento. In alcuni casi, i francobolli possono rappresentare un investimento. I francobolli rari o con particolari caratteristiche possono aumentare di valore nel tempo.

Ecco i vecchi francobolli: il loro valore per i collezionisti

Le vecchie marche da bollo, emesse in Italia prima del passaggio all’euro nel 2002, possono avere un valore significativo per i collezionisti. Il loro valore dipende da diversi fattori, tra cui la rarità, soprattutto perché si tratta di emissioni limitate o con tirature basse sono generalmente più preziose; lo stato di conservazione, sia del supporto cartaceo che del timbro, è fondamentale per il valore; la tipologia, differenti nel loro uso, come per atti legali, fiscali o postali; gli errori di stampa, che possono essere molto ricercate dai collezionisti.

Eccone alcuni esempi

La prima emissione di marche da bollo postali italiane risale al 21 aprile del 1862, con la legge n. 586 che istituiva la tassa di bollo per la carta destinata agli atti pubblici. Tuttavia, l’uso delle marche da bollo per il pagamento di tasse diverse dall’imposta di bollo fu introdotto solo con la legge n. 949 del 14 settembre 1862.

Le prime marche da bollo emesse in Italia erano simili ai francobolli, con un valore facciale espresso in centesimi di lira. Raffiguravano il ritratto di Vittorio Emanuele II, il re d’Italia all’epoca. L’introduzione delle marche da bollo ha rappresentato un importante passo avanti nel sistema fiscale italiano, semplificando la riscossione delle tasse e garantendo una maggiore trasparenza.

Il 20 settembre 1922 è stata emessa la marca da bollo da 50 centesimi in occasione del 50esimo anniversario dell’Unità d’Italia, che raffigurava l’Italia turrita e l’aquila romana, simboli nazionali, con la scritta COMMEMORAZIONE L. UNITA D’ITALIA 1872 – 1922.

Per celebrare il decennale della Marcia su Roma, evento che portò al potere Benito Mussolini e al regime fascista, è stata emessa il 28 ottobre 1929 una marca da bollo da 2 lire, che raffigurava una scena della Marcia su Roma con la scritta X° ANNIVERSARIO DELLA MARCIA SU ROMA.

POTREBBE INTERESSARTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *