Fino a 14 mila euro se trovi le lire con il delfino: ecco quali

La ricerca delle monete più rare e quindi più preziose appartenute alla Lira è davvero qualcosa di incredibile.

Gli appassionati lo sanno bene: la numismatica è un viaggio che dura una viaggio, andando in tondo e in largo per trovare quel pezzo pregiato, che dia un tocco di particolarità e di grande impatto alla propria collezione di monete antiche. E non è facile, a volte anche particolarmente costoso, ma per chi ci crede e ne ha grossa passione è davvero incredibile.

La Lira: un viaggio tra le 5 lire

Una moneta comune ma che oggi risulta particolarmente sconosciuta è sicuramente la 5 lire che inizia la sua storia nel lontano 1807, durante il Regno d’Italia napoleonico. Era d’argento e pesava 25 grammi. Presentava sul dritto il profilo di Napoleone Bonaparte e sul rovescio l’emblema del regno, ovvero uno scudo con l’aquila napoleonica.

Con l’unificazione d’Italia nel 1861, venne introdotta una nuova moneta da 5 lire. Era sempre d’argento, ma con un peso leggermente inferiore (22 grammi) e un nuovo design. Sul dritto vi era il ritratto di Vittorio Emanuele II, mentre sul rovescio lo stemma sabaudo.

Nel 1901, fu coniata una rara edizione della 5 lire con un nuovo design, raffigurante l’Italia turrita sul dritto e l’aquila sabauda sul rovescio. Questa moneta, a causa di un errore di coniazione, fu prodotta in quantità limitata e divenne in seguito un pezzo da collezione molto ricercato.

Durante il regime fascista, fu introdotta una nuova serie di 5 lire chiamata “Aquilotto”. Era d’argento e presentava sul dritto il profilo di Vittorio Emanuele III e sul rovescio un’aquila stilizzata, simbolo del fascismo.

La moneta da 5 lire Delfino

Ma è con l’avvento della Repubblica Italiana, che alcune monete della Lira acquistano grande prestigio. Subito dopo la seconda Guerra Mondiale, ci si avvicina a un cambiamento importante dettato dalla voglia di riprendersi economicamente dopo la battuta d’arresto del fascismo prima e della conflitto più disastroso di sempre dopo. In Italia, giocano un ruolo importantissimo le monete della Lira, che diventano fioriere di messaggi di incoraggiamento senza precedenti. Come nel caso della 5 lire Delfino. Realizzata in Italma, una lega di alluminio, magnesio e manganese non particolarmente costoso, rappresentava sul dritto un timone con barra manuale, sul rovescio, invece, un delfino con il valore “L. 5”. Autori furono del dritto Giuseppe Romagnoli, mentre del rovescio Pietro Giampaoli. Nel corso degli anni sono state coniate diverse varianti della 5 lire “Delfino”, che si differenziano per piccoli dettagli nella firma dell’autore, nella posizione del delfino o nella forma delle onde. La 5 lire “Delfino” è stata una delle monete più popolari e amate dagli italiani durante la sua epoca. È diventata un simbolo della Repubblica Italiana e un ricordo tangibile di un’epoca passata.

Con l’introduzione dell’euro nel 2002, la 5 lire “Delfino”, come tutte le altre monete nazionali italiane, ha cessato di avere corso legale. Tuttavia, conserva un valore collezionistico, soprattutto per le annate più rare e con particolari errori di coniazione.

Nel 2019, la Zecca Italiana ha emesso due monete commemorative in oro da 5 euro dedicate al 70esimo anniversario della 5 lire “Delfino”.

La 5 lire “Delfino” rappresenta un pezzo importante della storia monetaria italiana e un simbolo della memoria collettiva del Paese.

Ecco quanto vale la 5 Lire Delfino

Possiamo indicare diversi valori per queste monete, in base all’anno di conio.Una 5 lire “Delfino” comune degli anni ’50-’60 in stato discreto può valere da pochi euro a qualche decina di euro. Le monete in condizioni migliori o di annate più rare possono valere da diverse decine di euro a centinaia di euro.Le 5 lire “Delfino” in oro del 1863-1865 possono avere un valore di migliaia di euro, anche a seconda della rarità della specifica annata e del loro stato di conservazione.

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