Allerta IMU prima casa: ecco chi pagherà più soldi

L’allarme IMU prima casa riguarda l’aumento del valore catastale previsto per il 2026, che potrebbe comportare un incremento significativo dell’imposta municipale unica per molti proprietari di abitazioni principali.

Cos’è l’IMU?

L’IMU, acronimo di Imposta Municipale Unica, è un tributo introdotto in Italia nel 2012 che ha accorpato diverse imposte precedenti gravanti sugli immobili, tra cui l’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili). Si tratta di un’imposta diretta a carattere patrimoniale, ovvero applicata sul valore catastale degli immobili posseduti.

La normativa italiana prevede un’esenzione IMU per l’abitazione principale del contribuente e della sua famiglia; tuttavia, ci sono alcune eccezioni a questa regola, come con gli immobili di lusso: l’esenzione non si applica alle abitazioni che rientrano nelle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli, palazzi di pregio storico o artistico), perché, per questi immobili, l’IMU è dovuta anche sulla prima casa.

Un altro caso per il quale l’IMU va pagato è con la prima casa non adibita a residenza. Quindi, se la prima casa non è adibita a residenza anagrafica e dimora abituale del proprietario, perde l’esenzione IMU e l’imposta va regolarmente pagata. Se i coniugi non risiedono nello stesso comune, entrambi possono avere diritto all’esenzione IMU per la propria prima casa ubicata nel rispettivo comune di residenza. Tuttavia, se uno dei coniugi possiede due abitazioni nello stesso comune, solo una di queste potrà beneficiare dell’esenzione.

Cosa prevede la riforma IMU nel 2026?

 La riforma prevede un aggiornamento dei valori catastali degli immobili, che in molti casi non sono stati aggiornati da decenni. Questo aggiornamento potrebbe portare a un aumento del valore catastale di molte abitazioni, di conseguenza anche l’IMU potrebbe subire un incremento. Le stime sull’aumento del valore catastale sono variabili, si parla di una forbice tra il 10% e il 50%, con punte ancora più alte in alcune zone. Di conseguenza, l’IMU potrebbe aumentare di diverse decine o centinaia di euro all’anno per molti proprietari.

Chi saranno i più colpiti?

Secondo le stime, l’aumento del valore catastale potrebbe variare tra il 10% e il 50%, con punte più elevate in alcune zone. Questo significa che per molti proprietari l’IMU potrebbe aumentare di diverse decine o addirittura centinaia di euro all’anno.

Sicuramente ad essere colpiti saranno quanti sono proprietari di immobili situati in zone ad alto valore catastale, con un conseguente incremento più consistente dell’IMU; e si verrà ulteriormente penalizzati se proprietari di immobili di grandi dimensioni: infatti, l’IMU è calcolata in base al valore catastale e alla superficie dell’immobile. Pertanto, i proprietari di case più grandi pagheranno un’IMU più alta rispetto ai proprietari di case più piccole.

Anche le ristrutturazioni e gli ampliamenti possono comportare un aumento del valore catastale dell’immobile, con un conseguente aumento dell’IMU.

Cosa si può fare?

Per capire se si verrà colpiti da questa novità prevista per il 2026, sarà possibile verificare il valore catastale del proprio immobile, consultando il valore catastale del proprio immobile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Un’altra soluzione è presentare una richiesta di revisione del valore catastale, se si ritiene che il valore catastale del proprio immobile sia troppo alto.

In alcuni casi, è possibile richiedere l’esenzione IMU. Ad esempio, hanno diritto all’esenzione IMU i pensionati con un reddito familiare non superiore a 15.000 euro.

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