Allerta Wall Street: ecco cosa può accadere se…

Il crollo della borsa di Wall Street, evento ipotetico ma dalle potenziali conseguenze gravi, avrebbe un impatto significativo sull’economia globale e su diverse aree della vita quotidiana.

29 ottobre 1929: la data che cambiò il destino economico del mondo 

Il 29 ottobre 1929, la Borsa di New York subì un crollo senza precedenti, con il Dow Jones Industrial Average che perse quasi il 12% del suo valore in un solo giorno. Questo evento segnò l’inizio della Grande Depressione, una crisi economica globale che durò per circa un decennio.

Le cause del crollo del 1929 sono complesse e tuttora oggetto di dibattito tra gli storici.

Negli anni ’20, il mercato azionario era caratterizzato da una forte speculazione, con molti investitori che compravano azioni a prezzi gonfiati nella speranza di un rapido guadagno.

Era totalmente assente una regolamentazione del mercato azionario, il che facilitava comportamenti scorretti e manipolazioni del mercato.

Inoltre, la distribuzione della ricchezza negli Stati Uniti era molto diseguale, con la maggior parte della popolazione che aveva un reddito basso e un potere d’acquisto limitato.

Quando ci si rese conto di quello che stava succedendo, il panico iniziò a diffondersi tra gli investitori e molti di loro ebbero difficoltà a vendere le loro azioni a causa della mancanza di liquidità nel mercato.

E se accadesse nuovamente…?

Ecco alcuni possibili scenari

Crollo dei prezzi delle azioni: infatti, un crollo improvviso e significativo dei prezzi delle azioni causerebbe perdite diffuse per gli investitori, sia privati che istituzionali.

Volatilità e incertezza: il mercato azionario diventerebbe probabilmente molto volatile, con forti oscillazioni dei prezzi e un clima di grande incertezza.

Diminuzione della liquidità: potrebbe verificarsi una carenza di liquidità nel mercato, con difficoltà per gli investitori a comprare e vendere azioni.

A risentirne non sarebbe solo l’economia americana,ma quella planetaria, oggi forse più che un tempo, considerata la forte interdipendenza tra i mercati azionari. Quindi si assisterebbe al crollo di Wall Street, che potrebbe così innescare una recessione economica, con una contrazione del PIL, un aumento della disoccupazione e una riduzione dei consumi.

Le imprese potrebbero ridurre i loro investimenti a causa dell’incertezza economica e della difficoltà di accesso al capitale, insieme ai tassi d’interesse che potrebbero aumentare per via dell’aumento del rischio percepito nel sistema finanziario.

A cambiare sarebbe anche la vita delle persone con un aumento vertiginoso della disoccupazione e una riduzione sensibile dei consumi. Gli investitori, sia privati che tramite fondi pensione, potrebbero subire perdite significative del loro patrimonio.

E, come successo negli anni ‘20, si assisterebbe a una riduzione della fiducia nel sistema finanziario, con conseguenze negative per il morale e la propensione al rischio delle persone.

Nel vano tentativo di evitare un “contagio”, le banche centrali potrebbero intervenire per stabilizzare i mercati finanziari e fornire liquidità al sistema; i governi potrebbero, pure, attuare politiche fiscali espansive per stimolare l’economia e creare posti di lavoro. Infine, si potrebbero attuare riforme del sistema finanziario per ridurre il rischio e aumentare la stabilità.

È importante sottolineare che questi sono solo alcuni scenari ipotetici e che le conseguenze effettive di un crollo di Wall Street dipenderebbero da una serie di fattori, tra cui la gravità del crollo, la risposta delle autorità e la resilienza dell’economia globale. 

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