50 Lire rare: se ne trovi una tra queste sei ricco sfondato

Alcune monete appartenute alla Lira oggi hanno acquistato, e con il passare continuano ad acquistare, un valore di tutto rispetto.

Si tratta di monete con un valore nominale decisamente irrisorio, ma con un valore collezionistico esorbitante.

Quali sono i fattori che alimentano il valore collezionistico?

Innanzitutto, una moneta acquista valore collezionistico nel momento in cui la valuta a cui appartiene viene dismessa. Già questo è un fattore che determina un aumento interessante del suo valore. Se poi in circolazione di queste monete se ne trovano ancora poche, il valore cresce ulteriormente.

Si tenga in conto che un altro fattore è legato all’anno di conio: se rispetto alla dismissione, l’anno di conio supera i dieci anni, siamo di fronte a una moneta che ha un valore ancora più alto. Questo perché le monete, ma anche le banconote, subiscono dopo un arco di tempo vengono rinnovate, e quelle precedenti ritirate, sebbene alcuni pezzi finiscano nelle mani dei collezionisti.

Per ultimo si considerino gli errori di conio, molto frequenti, soprattutto nelle fasi di tiratura iniziale, quando si testa il conio per capire se il design della moneta è corretto e può funzionare. Ogni errore che rende più unica che rara la moneta, ne determina ancora un aumento del valore.

50 lire Vulcano: la moneta che racconta l’Italia del dopoguerra

Le 50 Lire Vulcano sono monete con un certo peso: il loro valore è legato soprattutto alla storia che raccontano: infatti, la scelta di raffigurare Vulcano sulle 50 lire non è casuale, trattandosi del dio del fuoco e della metallurgia, che in quel momento storico rappresentava l’ideale lavoratore instancabile e abile, simbolo perfetto per una nazione come l’Italia in pieno sviluppo economico nel dopoguerra.

Le 50 lire “Vulcano” sono state molto popolari tra la gente e sono diventate un simbolo della Repubblica Italiana.

Coniate in Italia tra il 1954 e il 2001, rappresentano uno dei pezzi più iconici della numismatica italiana. La loro particolarità risiede nel design, opera del maestro scultore Giuseppe Romagnoli, che raffigura il dio Vulcano nudo e muscoloso nell’atto di forgiare un’incudine con il martello.

Esistono due versioni principali della 50 lire “Vulcano”:

Il primo tipo (1954 – 1965), vede il dio Vulcano, nudo di spalle, voltato verso sinistra, che forgia un’incudine con il martello. Dietro la sua figura, l’anno di conio e la scritta “REPVBBICA ITALIANA”. Sotto l’incudine, la firma dell’incisore “ROMAGNOLI”. Sul rovescio, invece, una testa femminile classica volta verso sinistra, circondata dalla scritta “REPUBBLICA ITALIANA”. Sotto la testa, i nomi degli incisori “Giampaoli Inc.” (PietroGiampaoli) e “ROMAGNOLI” (Giuseppe Romagnoli). È una monetain bronzo-alluminio.) 

Il secondo tipo (1966 – 2001) ha il dritto praticamente identico al precedente, con Vulcano nudo e l’incudine. L’unica differenza è la posizione della firma “ROMAGNOLI” che si trova ora sotto l’anno di conio. Identico è anche il rovescio: la testa femminile classica e la scritta “REPUBBLICA ITALIANA”e anche questa in bronzo-alluminio.

Tra i dettagli più comuni nelle monete da 50 Lire

La figura di Vulcano è rappresentata con grande maestria da Romagnoli, mostrando la forza e la muscolatura del dio fabbro, invece l’incudine e il martello sono rappresentati con precisione e realismo, sottolineando l’attività lavorativa di Vulcano.

La testa femminile sul retro è un elemento classico e decorativo che contrasta con la figura robusta di Vulcano sul dritto.

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