Se trovi le 2 Lire con la spiga diventi ricco sfondato: ecco il valore

Ancora oggi, nel 2024, è molto probabile che facendo ordine in soffitta possiamo trovare dentro qualche vecchio portamonete o, ben conservata, all’interno di un cofanetto qualche moneta del vecchio conio. Ma cosa non altrettanto probabile è che tutti siamo a conoscenza del valore, a volte inestimabile, di queste monete. Perché gli appassionati di numismatici hanno una passione davvero interessante nei confronti delle lire, avendo a che fare intanto con monete ormai inutilizzabili ed essendo pezzi a cui gli italiani sono ancora molto legati da un profondo affetto.

Ovviamente il valore aumenta notevolmente quando si ha a che fare con monete più antiche, in particolar modo se risalenti al periodo immediatamente successivo al termine della Secondo Guerra Mondiale.

Una tra le prime monete emesse dalla Zecca dello Stato è la 2 lire Spiga, prodotta in Italma, una lega a base di alluminio, materiale non molto dispendioso, elemento importante per non incidere particolarmente sull’economia di un’Italia in lento recupero. Con decreto del Capo Provvisorio dello Stato n.298 del 6 settembre 1946, fu autorizzata l’emissione della moneta di 2 lire, che presentava sul dritto la figura di un aratore intento a lavorare la terra con un aratro e sul rovescio una spiga.

Le figure scelte da Romagnoli e Gianpaoli per questa moneta hanno una motivazione ben precisa, cioè quella di rendere importante un’Italia che fondava il proprio futuro sulla speranza, sul lavoro e sull’unità. La spiga è simbolo del grano presente in abbondanza in ogni regione d’Italia, all’epoca un Paese la cui economia era incentrata proprio sull’agricoltura, il lavoro più impegnativo e faticoso, che richiedeva una forza lavoro importante. Ecco l’importanza del contadino, che indica il senso del sacrificio degli italiani che guardano avanti, accrescendo, con la semplicità di un lavoro umile, la speranza di benessere dell’intero Paese. Oltre a questi significati, la scelta della spiga di grano potrebbe essere stata anche influenzata da altri fattori, come la sua associazione alla dea romana Cerere, divinità dell’agricoltura, o la sua presenza in opere d’arte e letteratura italiana.

Il loro valore oggi

La storia di una moneta è importante, perché, se il collezionista mette insieme monete di un certo valore, deve tenerne conto. A questo si aggiunga che si tratta nel caso della moneta da 2 lire Spiga di una moneta molto antica, tra le prime ad essere stata coniate e messe in circolazione e una delle ultime a perdere valore, prima dell’introduzione definitivo dell’euro. Se poi conservata in buone condizioni, se presenta qualche “difetto” di fabbrica e se è una rarità, come nel caso dei pezzi 2 lire Spiga emessi nel 1947, allora il valore sale in maniera esponenziale: queste monete, se in Fior di Conio, arrivano a un valore pari a €4.000.

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