Prelievi al Bancomat sospesi: ecco gli sportelli che non devi utilizzare

Così come sta accadendo in diversi settori, il caro spesa che si è registrato all’indomani della pandemia ha portato a un aumento vertiginoso dei costi, rendendo sempre più complicata la sopravvivenza di diverse attività. Neanche le banche sembrano esenti da questa infausta sorte. Inevitabilmente si è assistito alla velocizzazione di alcuni progetti volti alla digitalizzazione dei circuiti bancari per evitare di rendere ancora più improponibile la condizione dei possessori di conto corrente. Uno studio condotto da SOSTariffe su 26 gruppi bancari sottolinea che, dopo la pandemia, si è assistito all’aumento dei costi in modo vertiginoso, registrando che le banche fisiche hanno ricevuto un contraccolpo economico del 273% in più rispetto alle banche online.

Già in tempi non troppo lontani, si era pensato di avviare delle procedure che consentissero di abbandonare il contante fisico, agevolando i pagamenti online, con l’intenzione di combattere la circolazione di denaro sporco.

Quali istituti chiudono i bancomat.

Tra tutte le banche conosciute in Italia, la prima ad avere concretizzato questa soluzione è l’ING, una banca diretta di origine olandese, presente in ben 40 Paesi, di cui 15 in Europa, tra cui l’Italia, appunto, dove si contano fino a 1 milione e 300 mila clienti. Dal I° luglio 2021, i bancomat appartenenti a questa banca sono di fatto spariti, non permettendo in primis di prelevare denaro liquido, ma anche di effettuare tutte le altre operazioni. Una difficoltà senza dubbio pratica, che si riesce a fronteggiare operando attraverso altri istituti bancari: per esempio, è possibile prelevare gratuitamente importi superiori a €50, se il conto è stato aperto firmando il modulo zero vincoli o se risale a prima di novembre 2018; mentre verrà applicata una commissione tra 0.45€ e 0.75€ se il conto corrente non prevede zero vincoli e il conto risale a dopo il 2018.

I clienti ING comunque non hanno risentito molto della decisione del loro istituto di credito per il semplice motivo che il 96% di questi è stato “educato” all’utilizzo del digitale.

In Italia altre banche sono pronte a seguire l’esempio di ING. Tra queste, Banca San Paolo e Banca BPER, che stanno procedendo con una lenta rivoluzione. Invece, più incisivi sono i progetti portati avanti da Unicredit e Fineco, che hanno iniziato a dare obblighi, come, per esempio, la chiusura dei conti correnti di quanti hanno giacenze superiori a 100mila € che non sono interessati da investimenti con la stessa banca.

Inoltre, Unicredit ha annientato anche un aumento dei costi su tutte le operazioni, una scelta che non ha lasciato contenti i clienti.

Per far fronte a queste nuove dinamiche, esistono sistemi per prelevare. Si tratta dell’utilizzo di carte prepagate, utilizzando le quali sarebbe possibile prelevare fino a un massimo di €250 presso tabaccherie e bar autorizzati. Un esempio è la carta Mooney, utilizzabile anche presso gli ATM senza pagare alcun costo aggiuntivo, solo con un canone di €10; un’altra alternativa è Flowe, servizio di conto corrente offerto dalla Banca Mediolanum, che permette di prelevare mostrando un QR Code precedentemente creato e la propria carta d’identità.

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