Cerca subito le 10 Lire del 1947: ecco quanto possono valere

Ogni rappresentazione sulle monete ha un messaggio da far circolare. A volte si tratta di personaggi che hanno fatto la storia della Nazione, altre volte simbolicamente rappresentano un aspetto fondamentale riconducibile al popolo, altre ancora sono elementi del passato, sfaccettature che le generazioni future di collezionisti devono tenere ben in considerazione quando si imbattono in rarità.

Ed è la rarità uno degli elementi più importanti quando si vuole puntare sul collezionismo numismatico.

La moneta che più di ogni altra tra lire, la vecchia monetazione italiana a cui il nostro Paese è ancora oggi, a distanza di 22 anni, legata, è quella da 10 lire, risalente al 1947.

Ma perché è così importante? Ve lo spieghiamo.

La 10 lire del 1947, conosciuta anche come 10 lire Pegaso o 10 lire Spiga, ha acquisito un valore altissimo nel tempo perché è una tra le monete prodotte più precocemente, oltretutto durante il secondo dopoguerra, un periodo non certamente proficuo per l’Italia, che usciva particolarmente provata dalla seconda Guerra Mondiale. E poi perché ne furono coniati appena 12.000 pezzi.

La moneta presenta sul rovescio un rametto di ulivo, simbolo della pace. Perché proprio l’ulivo? Innanzitutto perché l’albero d’ulivo in Italia è presente in abbondanza e simbolicamente indicava la tregua, che, al termine del secondo conflitto mondiale, era stata finalmente raggiunta e si auspicava in futuro migliore. Inoltre, essendo un elemento di prosperità in Italia, era anche nello stemma della Repubblica Italiana, e questo rafforzava ancora di più la scelta di porlo nella moneta da 10 lire del 1947. Sul dritto, invece, troviamo Pegaso, il cavallo alato, rappresentato nell’atto dello spiccare il volo.

La scelta di un personaggio mitologico non è nemmeno in questo caso casuale. Pegaso è il simbolo della libertà, perché era considerato un cavallo indomabile, quindi libero e indipendente; simbolo del progresso, buon augurio per un’Italia che voleva guardare al futuro con ottimismo; simbolo del patrimonio culturale, perché l’Italia che non voleva dimenticare il proprio passato.

 Il materiale di produzione farebbe pensare a una svalutazione importante della moneta: l’Italma, nome che sintetizza il titolo “Italiano Alluminio Magnesio”, è una delle leghe più usate per le monete di minor valore (1, 2, 5 e 10 lire italiane) in Italia dalla Zecca per la coniazione delle monete a partire dal 1946.

Le monete da 10 lire Pesago o Spiga furono emesse a partire dal 1946, fino al 2001, praticamente fino all’anno prima dell’entrata in vigore dell’euro; una delle monete più longeve nella storia della lira.

La moneta presenta sul dritto la raffigurazione di Pegaso, il cavallo alato intento a spiccare il volo con le ali spiegate, e sul rovescio un rametto di ulivo, simbolo della pace. Perché proprio l’ulivo? Innanzitutto perché l’albero d’ulivo in Italia è presente in abbondanza e simbolicamente indicava la tregua, che, al termine del secondo conflitto mondiale, era stata finalmente raggiunta e si auspicava in futuro migliore. Inoltre, essendo un elemento di prosperità in Italia, era anche nello stemma della Repubblica Italiana, e questo rafforzava ancora di più la scelta di porlo nella moneta da 10 lire del 1947.

Quanto valgono?

La moneta da 10 lire del 1947 proprio perché una moneta rara, una tra le più precoci e soprattutto tra le più longeve, ha un valore davvero inestimabile. Si tenga presente che durante l’Asta Bolaffi, tenutasi a Torino tra il 7 e il 9 giugno 2023, ha raggiunto €4.000.

POTREBBE INTERESSARTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *