Macchine da scrivere antiche: ecco quanto sono disposti a pagare i collezionisti oggi

Oggi quando immaginiamo la macchina da scrivere, identifichiamo quasi un “reperto” del passato anche se in realtà queste sono ancora impiegate, soprattutto in ambiti molto specifici, ricordando che oltre a quelle tradizionali esistono ancora quelle elettriche, una forma di “ibrido” concettuale tra la classica macchina meccanica ed il tradizionale computer. Come altri oggetti parte del passato anche le macchine da scrivere fanno parte del contesto vintage ed oggi sono assolutamente interessanti sotto molti punti di vista.

Proprio in Italia abbiamo assistito ad una enorme produzione di modelli molto comuni ed efficaci anche per molti anni, come le famose Olivetti della serie Lettera ma l’invenzione della macchina da scrivere, di importanza assoluta nell’ambito della scrittura meccanica, è molto interessante.

Sono molti a “darsi la paternità” della macchina da scrivere come invenzione. Ma quanto possono valere oggi?

Macchine da scrivere antiche: ecco quanto sono disposti a pagare i collezionisti oggi

Lettera 22

Difficile definire direttamente “chi” abbia inventato la macchina da scrivere, figurano anche molti italiani, ma è generalmente intorno a due secoli fa che un sistema di tasti, meccanismi e lettere concepiti sulla pressione di tasti così da “stampare” tramite dei martelletti la propria lettera, numero o simbolo sulla carta.

Ha completamente rivoluzionato l’ambito del giornalismo ma ha anche ottimizzato tantissimo la velocità e la stesura dei documenti, oltre a far nascere, intorno al 20° secolo anche l’ambito della dattilografia, una vera e propria disciplina controllata ed ottimizzata della digitazione con le macchine da scrivere, configurata a lungo come tipico mestiere femminile.

In Italia la prima macchina da scrivere completamente autoprodotta ha più di un secolo, essendo stata la Olivetti M1, concepita addirittura in ghisa, la capostipite di tanti altri modelli. Ma anche in altre nazioni del mondo, Europa in particolare si è dato enorme importanza allo sviluppo delle macchine da scrivere.

Un esempio di macchina da scrivere rara è la Yost, della prima metà del Novecento, di produzione americana che vale almeno 200 euro se in buono stato ma può valere quasi 4 volte tanto se è tenuta perfettamente, il modello forse più raro è modello 20 che può sfiorare i 2000 euro.

Molto interessanti anche le britanniche Triumph come il modello N.15 del 1930 che può valere quasi 1000 euro se in condizioni eccellenti e le italiane Olivetti lettera 22 tra i 50 ed i 250 euro mentre la più avanzata lettera 32 può valere fino a 400 euro se è in perfetto stato.

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