Lodo arbitrale Comune di Cefalù -Sorgenti Presidiana

 

L’esito del lodo arbitrale tra Comune di Cefalù e Sorgenti Presidiana travolge ogni sforzo compiuto in questo anno per giungere ad un risanamento

Rosario Lapunzina
Rosario Lapunzina

in maniera non traumatica delle finanze comunali. Ritengo che, di concerto tra Amministrazione attiva e Consiglio Comunale, occorrerà assumere quelle decisioni che, a questo punto, potrebbero risultare inevitabili. Ciò detto, credo che a nessuno possa sfuggire la macroscopica aberrazione della vicenda,  per cui, aldilà dei complicati contorni legali, la nostra Comunità si trova a soccombere per un debito, sebbene i Cittadini abbiano già pagato il dovuto, attraverso la fatturazione delle bollette idriche. Risultiamo ammessi al passivo di APS per quasi tremilioni di euro, con scarse possibilità di introitare somme corrisposte dai Cefaludesi, ed, al contempo,  debitori nei confronti di Sorgenti Presidiana di un importo pressoché equivalente, che ovviamente  ci viene  chiesto pronto cassa. Costretti, cioè, a pagare due volte lo stesso servizio a due diversi creditori. Le responsabilità di tutto ciò? A ciascuno è dato farsene un’idea. Di certo, la cessione del servizio idrico,  in maniera precipitosa ed in  assenza delle necessarie garanzie per l’Ente, ad un Gestore da subito entrato in crisi,  si dimostra oggi (ed al tempo fu fatto rilevare, con una  pubblica sottoscrizione,  da tremila utenti)  un imperdonabile errore, a fronte dei tanti Comuni che continuano a gestire le risorse idriche autonomamente e ad un referendum che ne ha sancito il diritto. Così come non va taciuto che l’intervento dei privati nella gestione di servizi pubblici, specie se essenziali, non può mai essere la fonte di eccessivi, e quindi ingiustificati, profitti, che si trasformano in rendite sulla pelle degli inermi cittadini. A fronte di ciò, è preciso dovere di chi amministra ricercare strumenti di tutela adeguati, cosa che non mancheremo di fare.

Il sindaco
Rosario Lapunzina

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